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La cooperativa informa

Tendenze del mercato biologico cerealicolo: analisi su base nazionale e locale


Lo staff tecnico settore cereali di Terre dell’Etruria ha redatto un’analisi interessante sul settore biologico cerealicolo ripercorrendo dati su base nazionale e regionale fino ad evidenziare come tale settore incida nei conferimenti in cooperativa.

La SAU (Superficie agricola utilizzata) biologica italiana rappresenta circa il 15,8% della SAU agricola nazionale coltivata. L’italia è il quarto nell’UE. Le aziende agricole biologiche in Italia, rappresentano il 6% delle aziende agricole totali. Il 50% della superficie biologica si trova in quattro regioni: Sicilia, Calabria, Puglia ed Emilia Romagna (fonte SINAB su dati organismi di controllo).

Qual è la composizione dei principali ordinamenti produttivi del settore biologico in Italia?
Prati pascolo (550.000 ettari ca.), colture foraggere (400.000 ettari ca.), colture cerealicole (330.000 ettari ca.), olivo (240.000 ettari ca.), vite (100.000 ettari ca.) (fonte SINAB – ISMEA).
Osservando l’incidenza dell’incremento delle superfici a biologico nel corso degli anni, si nota come il settore si sia trasformato da nicchia di mercato a vero e proprio settore strategico, crescendo a tassi molto elevati nei primi anni di sviluppo- 2015 /2018 (media 33,5%) per poi andare incontro ad un rallentamento fisiologico (1,8% 2019 su 2018)

La Toscana è la sesta regione per superfici a biologico con 143.656 ettari (dati fino a  2019):

- 4% di superficie 2019 su 2018
- oltre 2700 produttori
- riflette la situazione nazionale con foraggere, cereali e prati ad avere il maggior peso
- alta presenza percentuale anche di vite e olivo

Terre dell’Etruria e il quadro dei conferimenti biologici nel settore cereali
Il mercato delle produzioni biologiche, soprattutto nel settore cerealicolo, risulta essere in continua crescita ed espansione. Terre dell’Etruria evidenzia come negli anni i numeri crescono:

- 8 Centri di stoccaggio certificati per il ritiro dei prodotti biologici: Cascina, Rosignano, Casino di terra, Vignale, Cura Nuova, Sgrillozzo, Cristo e Colonna del Grillo;

- 3/4 % tasso di crescita annuale dei volumi dei prodotti biologici lavorati;

- nel 2019 oltre il 10% del prodotto totale lavorato e commercializzato era biologico;

- ottima capacità di reperire canali di commercializzazione interessanti viste le quantità lavorate, garantendo al socio (e non solo) la collocazione del proprio prodotto su un    mercato di non facile interpretazione;

- collaborazioni con importanti player nazionali: Progeo, Cereal Docks, Apsov Sementi, molini regionali e nazionali;

- + 48% prodotto cerealicolo biologico in quattro campagne di raccolta (2021 su 2018);

- + 2,5% nel corso dell’ultima campagna (2021 su 2020) nonostante il calo produttivo che ha colpito l’intera regione Toscana

- grano duro biologico quasi triplicato dal 2018 e raddoppiato rispetto alla scorsa campagna. 

In alcune aree di lavoro della Cooperativa il biologico si sta affermando sempre più (Val di Cecina; es. Rosignano, Casino di Terra, ecc…). In altre è in costante rallentamento (Val di Cornia; es. Vignale, Cura Nuova).
Dalle medie annuali dei prezzi estrapolati dalla Borsa merci di Bologna, si nota come ci sia una tendenza di assottigliamento e convergenza tra il valore dei prodotti biologici e quelli convenzionali, in particolare: negli ultimi 4 anni la differenza tra prezzo del grano biologico e convenzionale è stata di oltre il 50%, oggi (2021) siamo intorno al 5% per il grano duro e 10% per il grano tenero.

Il settore del biologico rappresenta certamente un aspetto importante dell’agricoltura italiana, di cui vanno riconosciuti i nobili valori di sostenibilità ambientale ed economica. Oggi sta andando incontro ad un rallentamento rappresentato da un aumento dell’offerta e da una domanda che continua a crescere, ma non agli stessi ritmi.
Un altro fattore chiave è quello delle importazioni di cereale biologico da altri Paesi a prezzo concorrenziale.

La Farm to Fork ci pone l’obiettivo del 25% di superficie biologica entro il 2030, per cui l’offerta di questi prodotti sarà sempre maggiore e dovremo essere bravi ad accompagnarla ad una domanda crescente, formando e istruendo i consumatori finali sulla bontà (anche ecologica) di questi prodotti. Viceversa il rischio sarà quello di perdere di vista il mercato (domanda/offerta) e di far crollare la redditività aziendale.

CLICCA QUI PER LA PRESENTAZIONE COMPLETA 

@analisi a cura dello staff tecnico cereali Terre dell'Etruria- Responsabile Luca Brunetti- 

 

 

 

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