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Il periodico trimestrale di Terre dell'Etruria

Gli ultimi numeri

Archivio Cooperazione in Agricoltura

Focus

Un bilancio sull’annata olivicola 2022 di Terre dell’Etruria

Come cooperativa abbiamo concluso l’annata olivicola rispettando i quantitativi deli ultimi tre anni. I risultati sono stati anche un po’ inaspettati, visto che le stime di produzione formulate nei mesi estivi non lasciavano presagire un raccolto importante. Anzi, c’era molta preoccupazione sul quantitativo di olive finale. Fortunatamente le piogge di metà settembre hanno permesso l’ingrossamento della drupa e ciò ha portato ad un’inversione di tendenza, garantendo una campagna soddisfacente. Non tutti i nostri frantoi hanno rispettato però i numeri degli scorsi anni. Vignale ha confermato il quantitativo del 2021, mentre, ad esempio, su Donoratico abbiamo avuto un trend negativo rispetto a campagna precedente (circa il 30% in meno). A causare questa differenza è stato soprattutto l’andamento climatico, diverso da areale ad areale. Buoni risultati sono stati ottenuti alla Melatina: si prevedeva un’annata veramente scarsa sul piano quantitativo, ma in realtà abbiamo superato lo scorso anno, ottenendo una buona lavorazione. Tra tutti, però, è stato Montiano a rispondere nel modo migliore: la struttura ha stabilito infatti il record di olive lavorate, con picchi produttivi di giornata che hanno superato i 900 quintali di olive in entrata. Le piogge di settembre hanno garantito — rispetto agli anni precedenti — un’ottima lavorabilità: questo ci ha fatto lavorare a pieno regime fin da subito, con buone rese ed un’ottima qualità. Tuttavia, soprattutto con le alte temperature durante le operazioni di lavorazione, è ormai il fenomeno del clima a preoccupare non poco. Siamo chiamati sempre più a sviluppare l’aspetto tecnologico in frantoio e a portare avanti una sensibilizzazione dei produttori, i quali devono adoperarsi nel mettere in pratica sistemi di raccolta che consentano di conservare meglio le olive"... Continua la lettura sul periodico di Mar/Mag 2023.

Cosa deve fare la cooperazione per favorire il mondo agricolo del futuro?

Ogni giorno le cooperative si impegnano per rendere meno complicato il lavoro delle aziende agricole. Una sinergia imprescindibile per affrontare un mercato che altrimenti potrebbe essere molto difficile. Preoccuparsi di rifornirsi di tutto ciò che occorre per portare avanti la produzione rischierebbe di impegnare molto tempo, sottraendolo al lavoro in campo; stessa cosa per ciò che concerne le problematiche burocratiche o contabili. Le cooperative agricole partono da qui, nascono cioè dalla necessità di comprare un trattore o una mietitrebbia e poi si evolvono sempre più nell’interesse del socio con l’obiettivo di rendere la sua attività meno complicata e più remunerativa. È un lavoro stimolante ma complesso, che presenta quotidianamente diverse problematiche. Attualmente è possibile evidenziarne soprattutto due:

1. La liquidazione delle produzioni agricole dei soci produttori in molti casi non è sufficiente a coprire i costi di produzione, rendendo non sostenibile economicamente il proseguo di alcune produzioni.

2. Ci sono degli areali e delle produzioni che non consentono alle aziende di professionalizzarsi. Gli agricoltori devono quindi suddividere il proprio lavoro in molteplici attività per riuscire a trovare una soddisfazione economica. Tale problematica rischia di allontanare i giovani agricoltori e blocca di fatto il ricambio generazionale, invecchiando il settore della produzione primaria e la base sociale di molte cooperative agricole.

Le cooperative, in questo contesto, devono cercare di evolvere la loro idea di mutualità pur cercando lo stesso di massimizzare la soddisfazione del socio, provando ad attivare altri strumenti... Continua la lettura sul periodico di Mar/Mag 2023.

«L’obiettivo? Portare il vino cooperativo su palcoscenici importanti e abbattere i tabù»

Salvatore, qual è stato il tuo percorso di studi?

Ho avuto un percorso di studi molto particolare. Appena sono nato i miei genitori hanno deciso di andare a vivere in Germania, dove ho studiato per 13 anni. Ma la nostalgia era tanta e quindi siamo tornati in Italia, precisamente in Sardegna, per poi trasferirci definitivamente in Toscana qualche anno dopo. Qui ho terminato il mio percorso di studi, diplomandomi al liceo linguistico, e mi sono subito gettato a capo fitto nel mondo del lavoro. Con la campagna toscana e, soprattutto, con il vino è stato amore a prima vista. Difatti è da qui che ho iniziato ed è qui che mi trovo tuttora, super soddisfatto del mio percorso e del mio impiego.

Come sei venuto a conoscenza di Terre dell’Etruria e qual è stato il tuo percorso al suo interno?

Sono venuto a conoscenza della cooperativa nel 2016, grazie mio suocero. In quell’anno ho conosciuto Giulio Fontana, a cura di Emanuele Creatini Redazione di Cooperazione in Agricoltura «L’obiettivo? Portare il vino cooperativo su palcoscenici importanti e abbattere i tabù» Intervista a Salvatore Caruso, addetto della cantina “Il Poderone” di Terre dell’Etruria il nostro responsabile della cantina del Poderone. All’inizio sono entrato solamente per il periodo della vendemmia, quindi con un contratto stagionale. Successivamente sono stato assunto ed ho iniziato a tutti gli effetti il mio percorso all’interno di questa realtà cooperativa. Fino ad ora sono stati sette anni lineari, impegnativi, che tuttavia mi hanno già dato molte soddisfazioni. Prima di Terre dell’Etruria, tuttavia, avevo già lavorato in cantina.... Continua la lettura sul periodico di Mar/Mag 2023.

 

La Redazione

Filippo Martinelli
Direttore Responsabile
 
 
Federico Creatini
Redazione
Francesca Cupelli
Direttore Editoriale

 

 

Suggerimenti

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