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La cooperativa informa

Lettera di Auguri del Presidente


A tutti i Soci

A tutto il personale dipendente

 

Ho pensato in questi ultimi giorni, prima delle feste natalizie, quanto fosse giusto ed opportuno scrivere qualche riflessione su questo strano periodo, convincendomi che sta nella responsabilità del ruolo che attualmente rivesto provare a condividere con Voi alcuni pensieri.

Personalmente mai mi sarei aspettato di dover fare i conti, sul piano soprattutto lavorativo ma anche personale, con un periodo così complicato e indecifrabile, un virus che ha investito tutti e tutto, a livello mondiale, imponendoci a ripensare drasticamente e velocemente le nostre vite, il nostro modo di essere ed agire, il nostro modo di vivere il quotidiano, rilegandoci in uno spazio ridotto, privandoci in molti casi della vicinanza e degli affetti familiari, obbligandoci ad impensabili sacrifici. Una emergenza sanitaria da film di fantascienza, interminabile, che ha messo a dura prova anche la nostra capacità di essere obiettivi e psicologicamente stabili in un sistema economico e sociale che è andato totalmente in tilt.

Nonostante tutto, gioco forza, ci stiamo lentamente abituando. Non è stato facile e non lo sarà neppure nel prossimo futuro, non illudiamoci, ce lo stanno dicendo sottovoce ma già ne comprendiamo gli effetti: il COVID-19 sta comportando profondi cambiamenti duraturi nella vita delle persone, delle nostre aziende, delle comunità.

Può sembrare retorico ma molti di noi devono ritenersi fortunati ad aver visto passare questo pericolo mortale stando alla finestra; per questo, innanzitutto, il nostro pensiero deve andare a chiunque sia stato colpito direttamente o indirettamente dal virus. Dobbiamo essere vicini, con il cuore e con la mente, a coloro che stanno ancora combattendo questo male, ai quali estendiamo il nostro più sentito augurio di una pronta guarigione; alle persone che da un giorno all’altro si sono ritrovate private dei loro affetti più cari e a quante non hanno potuto neppure rivedere per l’ultima volta genitori o congiunti. Dobbiamo essere orgogliosi di tutti i volontari che si sono attivati, in ogni luogo, su singole attività,  dall’assistenza sanitaria, al trasporto medico fino alla consegna, porta a porta, dei pacchi alimentari e delle mascherine.

Dobbiamo provare ammirazione, non solo nel momento del bisogno ma anche in seguito, per gli operatori sanitari, attivi o già in pensione, per il loro altruismo, per essere rimasti in prima linea lavorando instancabilmente prendendosi cura delle persone “infette”. Ho usato un termine forte, potevo dire malate, ma la percezione sarebbe stata diversa. Perché molti di loro sono morti per questo e non dovevano stare per forza nel vortice del rischio, è stata una scelta personale, sicuramente pensata e soppesata, ma una scelta di campo ben precisa: mettersi a disposizione di chi aveva bisogno delle loro professionalità e del loro sapere. 

Anche noi come cooperativa ci siamo da subito attivati, al pari di altre attività, nella consapevolezza che potevamo e dovevamo fare qualcosa per dare un contributo alla collettività. Per questo abbiamo, tempestivamente ed in forma gratuita, fornito materiale per il confezionamento di migliaia di mascherine per i nostri cittadini e strumenti di protezione individuale agli operatori sanitari; lo abbiamo fatto singolarmente e assieme alla nostra organizzazione di riferimento, Legacoop Toscana, attraverso la “Fondazione NOI”, donando a sette strutture ospedaliere toscane altrettanti ecografi da utilizzare sui pazienti contagiati da Covid. Abbiamo fatto sicuramente poco, potevamo fare di più e meglio, ma  l’importante è stato avere avuto la sensibilità di farlo.

Dopo questo secondo picco di contagio, che ancora deve vedere la fine, fare tesoro degli insegnamenti non ci basterà; pensare che ciò che ci lascerà questo triste periodo sarà un brutto ricordo non ci metterà al sicuro per il futuro; credere che tutto ciò sia dovuto al caso sarebbe anche peggio! Se vogliamo provare a diminuire, in futuro, il rischio sarà necessario prepararci a pensare diversamente le nostre scelte. Niente arriva per caso e nessuno ci abbandona senza lasciare traccia.

Dovremo pensare diversamente anche nei luoghi di lavoro, ma sarà difficile perché oltre ai comportamenti sarà indispensabile, di più e meglio di prima, tenere in ordine i conti; fare questo in un momento dove molte persone sono a casa senza occupazione o rischiano di perderla, sarà ancora più difficile. Non stiamo parlando di persone licenziate per mancanze o inattitudine dei loro datori di lavoro, di un investimento sbagliato oppure di un progetto industriale di delocalizzazione; stiamo ragionando di piccole e medie imprese che probabilmente non riapriranno più. Per questo dovremo prepararci a mesi di angoscia con una pressione sociale non banale. Chi avrà avuto la fortuna di superare la pandemia sarà indiscutibilmente un ricettore dei nuovi bisogni ed è per questo che sarà complicato dire a queste persone di non poter soddisfare le loro richieste. 

Noi, come Cooperativa, siamo stati privilegiati rispetto ad altre attività perché considerati servizi essenziali. Per questo ci sentiamo doppiamente fortunati e vicini a coloro che, al contrario di noi, hanno dovuto abbassare la saracinesca dei loro negozi, serrare i cancelli delle proprie fabbriche, fermare i propri camion o chiudere le loro attività di ristorazione e di pernottamento. Vicini a quegli imprenditori, piccoli e grandi, che mai avrebbero pensato, dopo tanti anni di attività e sacrifici, di dover rinunciare alla loro ragione di vita non per colpa di effetti economici ma per un terribile evento sanitario.

Parlando di noi, se siamo riusciti a navigare in questo mare tempestoso lo abbiamo fatto soprattutto grazie al prezioso e determinante contributo dei nostri lavoratori. Il nostro  Gruppo si è dimostrato solido e compatto, unito e determinato nel proseguire la propria attività, con rinnovato spirito e la stessa qualità di sempre.

Ma questo risultato va attribuito in egual misura anche alla vicinanza dei nostri soci e clienti, che ci hanno confermato la fiducia che ci siamo meritati in tanti anni di proficua collaborazione; noi, da parte nostra, abbiamo cercato di moltiplicare gli sforzi inventandoci nuove formule e nuovi servizi, provando ad offrire nuovi prodotti, limitando i disagi e le attese con un orario quanto più possibile flessibile pur nella necessità di dedicare ore alle operazioni quotidiane di sanificazione.

Per questo, ancora una volta e fuori da ogni retorica, voglio esprimere un sentito GRAZIE di cuore a tutti i lavoratori della cooperativa, a voi che vi siete impegnati al massimo nel vostro lavoro, che ogni giorno siete entrati nei magazzini vincendo la paura col coraggio, mettendovi a disposizione dei nostri clienti con la stessa professionalità di sempre, che avete continuato a viaggiare tra le aziende garantendo l’assistenza tecnica, che avete assicurato la vostra presenza sulle attività di lavorazione e cernita dei prodotti conferiti dai soci agricoltori.

Un GRAZIE a tutti gli agricoltori che hanno replicato la nostra passione consegnando tutti i giorni l’ortofrutta e gli altri prodotti ai nostri centri di lavorazione per garantire i rifornimenti ai supermercati.

Un GRAZIE speciale, ancora una volta, ai nostri soci e clienti che hanno apprezzato i nostri sforzi e che continuano come sempre a riporre fiducia in noi, condividendo e incoraggiando le scelte attuate che oggi si stanno rivelando vincenti in questa situazione. Scelte che pensavamo trovassero la loro piena applicazione in tempi lunghi ma che, al contrario, sono state determinanti per rimanere in contatto con la nostra base sociale, con i nostri lavoratori e con i nostri interlocutori esterni.

Lo abbiamo già detto, non tutto è alle nostre spalle. Abbiamo ancora un percorso difficile davanti prima di poter dire di esserne fuori. Il Paese con mille difficoltà si rimetterà lentamente in marcia, provando a non lasciare nessuno indietro. Non sarà semplice ma dovrà essere una priorità. Noi di Terre dell’Etruria siamo pronti a lavorare con serietà di più e meglio di prima, a guardare con fiducia al futuro, a coinvolgere nella nostra esperienza cooperativa chi avrà il desiderio di conoscerci meglio. Non pensiamo di essere migliori di altri ma vogliamo avere la speranza di poter continuare ad essere un esempio di forza e coraggio. Siamo persone unite verso un obiettivo; i nostri lavoratori, i nostri soci, sono la nostra azienda. Assieme a loro siamo convintamente orgogliosi di rappresentare il cuore pulsante del nostro grande Paese, che guarda  avanti, che non vuole fermarsi ed è pronto a lanciare il cuore oltre l’ostacolo.

Non so quanti di noi potranno passare il Natale in famiglia, anche i DPCM fanno la sua parte a torto o ragione; spero comunque che questa festività segni una demarcazione tra quello che è stato e quello che verrà e che la speranza che deve accompagnarci, al di là di ogni esperienza passata o presente che abbiamo vissuto o subito, non ci abbandoni mai offrendoci nuove opportunità, nuova consapevolezza e tanta motivazione. 

Cordialmente

Massimo Carlotti

Presidente di Terre dell’Etruria

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