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PARASSITI DELL’OLIVO 2020: PROPOSTE DI PREVENZIONE E GESTIONE POSSIBILI - comunicato stampa


Donoratico – Qualità del prodotto, informazione e sostenibilità. Sono questi i tre punti che Terre dell’Etruria ha messo al centro del convegno Parassiti dell’olivo 2020: proposte di prevenzione e gestione possibili, importante occasione di formazione per pianificare in modo sostenibile la difesa delle olive così come previsto da “Toscano per Davvero”, progetto integrato di filiera che vede coinvolti oltre 500 olivicoltori.  La giornata avrà luogo giovedì 23 gennaio (ore 9.00) presso la sede centrale di Terre dell’Etruria e presenterà un programma davvero ricchissimo. Dopo le problematiche emerse nell’annata 2019 e la scomparsa del p.a. dimetoato (per oltre trent’anni base della difesa per la mosca delle olive), Terre dell’Etruria ha voluto infatti un incontro con esperti di livello nazionale, così da aggiornare i propri soci sulle ultime evoluzioni nel campo dell’olivicoltura sostenibile. Ad aprire la giornata sarà Gianpiero Creati (vice presidente del Consorzio olio Toscano), il quale ricorderà l’importanza della difesa per ottenere un olio di oliva di grande qualità: il dottor Massimo Ricciolini (Servizio fitosanitario regionale) darà invece indicazioni sull’evoluzione dalla normativa fitosanitaria toscana, mentre il dottor Ruggero Petacchi analizzerà le condizioni dettate negli ultimi cinque anni dai cambiamenti climatici. La declinazione di possibili alternative alla difesa chimica basata su prodotti insetticidi sarà invece affidata ai risultati degli studi del dottor Graziano Sani (IBE/CNR), che mostrerà gli esiti delle sue ricerche assieme a Pablo Chittolini della Ditta Casotti, specializzata nella produzione di macchine utili per la distribuzione di prodotti ad azione antideponente e adulticida. L’attenzione si sposterà poi sulla xylella fastidiosa, batterio che negli ultimi anni ha messo pesantemente in ginocchio l’olivicoltura pugliese: ne parlerà il dottor Emanuele Marcucci del Servizio fitosanitario Regionale, che ha seguito personalmente – assieme ad altri colleghi – il focolaio originatosi nella zona del Monte Argentario, ad oggi ben isolato e gestito. A chiudere la ricca mattinata, dopo la relazione sulla lebbra delle olive (affidata allo specialista Gianpaolo Ronga della BASF-Agro), interverrà infine il dottor Paolo Granchi, agronomo di Terre dell’Etruria, il quale illustrerà i risultati ottenuti negli ultimi due anni in provincia di Livorno da una strategia che ha previsto – e prevede – l’utilizzo di prodotti ad azione preventiva in grado di ridurre l’impatto ambientale della difesa antiparassitaria. “L’obiettivo – dice Granchi – è quello di avviare e consolidare un percorso che possa originare un olio a residuo zero, certificato e da valorizzare a marchio Terre dell’Etruria. Crediamo che ciò possa creare valore aggiunto alle produzioni, comportando benefici riflessi positivi su tutto l’agrosistema. Dopo due anni di prove effettuate su circa trenta ettari di oliveti coltivati e i lusinghieri risultati ottenuti, prevediamo di aumentare la superficie coinvolta fino a superare i 100 ettari, e forse ancora di più!”. Una politica rimarcata anche da Massimo Carlotti, presidente di Terre dell’Etruria: “ci sono dei validi motivi , oltre alle note priorità politico istituzionali, che rendono prioritario per una società Cooperativa occuparsi di sostenibilità: è un trend in forte crescita tra cittadini e consumatori, aumenta il senso del dovere e la responsabilità etica e sociale di ogni impresa, andando ad incidere su una miglior remunerabilità dei soci conferitori. È quindi un forte fattore competitivo che fa bene al conto economico di tutti gli attori coinvolti”.  

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